Belluno

« Io dico che la mia terra è uno dei posti più belli non già dell’Italia ma dell’intero globo terracqueo… la mia patria si chiama Belluno. » Dino Buatizzi

Le maestose Dolomiti circondano Belluno che sorge quasi interamente su uno sperone di roccia. Nonostante la sua posizione, fu scelta dalle antiche popolazioni come rifugio perchè difficile da sormontare. I primi che si fermarono, trovarono in questa città la terra di mezzo tra il fiume Piave  e le Alpi.
Sicuramente, una delle popolazioni più importanti che abitarono Belluno fu quella dei Celti, che le diedero nome “Belo-donum“, collina splendente.

P.S. Possiamo ammirare la singolarità dei reperti CELTI/CELTICI  nel Museo Civico di Belluno.

Sono invece risalenti al Medioevo la Chiesa di Santa Maria dei Battuti dove oggi si trova l’Archivio di Stato, e le numerose fontane come quella dedicata a San Joatà in piazza Duomo e a San Lucano in piazza delle Erbe. Sempre risalenti all’epoca medievale sono la madonna vestita di giovanni Battista Alchini ed i due angeli in legno di Andrea Brustolon, scultore al quale è attribuito il merito per la Cattedrale Barocca caratterizzata dal campanile a cipolla.

Non soffermiamoci solo sul panorama artistico della città, ma anche quello storico, infatti nel X secolo, Belluno raggiunse la sua massima espansione annettendo a sé, Bassano e Jesolo.
Nel 1404 invece, si unì a Venezia della quale rimase alleata fino alla fine del dominio austriaco.  Nonostante il forte carattere indipendente di Belluno decise di aderire con il Veneto al Regno d’Italia nel 1866, ma i confini attuali furono (resi) tali solo con la Seconda Guerra, che concesse alla provincia la meta turistica di Cortina d’Ampezzo.

Un’altro fatto storico, che per sfortuna, ha segnato e segna la vita dei bellunesi, ma non solo, fu il disastro del Vayont nel 1963. Il Vayont appunto, una diga progettata dall’ingegnere Carlo Semenza, provocò disastri al territorio quasi devastanti e la morte di 1917 persone a causa di una violentissima frana che colpì il versante sinistro dell’impianto. L’avvenimento è documentato grazie al museo dedicato a Erto.

L’area settentrionale della città fa parte sia del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi dal 1988 (si tratta, tra l’altro, dell’unico capoluogo di provincia in Italia il cui territorio comunale sia in un Parco nazionale), sia del patrimonio dell’umanità delle Dolomiti dichiarato dall’UNESCO nel 2009.

Quindi Belluno è un centro dove arte, storia e cultura si incontrano per attirare a sè molti turisti.
Oltre ai grandi reperti storici, madre natura ha fatto la sua parte regalando catene montuose, fiumi, torrenti e cascate inimitabili.

Come raggiungerla?

 in treno -> Il treno arriva nella zona di Belluno attraverso due linee ferroviarie: Via Montebelluna o Via Vittorio Veneto, le principali stazioni della Provincia di Belluno sono FeltreBelluno e Calalzo di Cadore.

 in aereo -> L’aeroporto più vicino e comodo è a Treviso, seguono quelli di VeneziaBolzanoVerona e Trieste.  Belluno ha solo un piccolo aeroporto turistico

 in auto -> • da Nord
– Da Brunico per SS 244 attraverso il Campolongo e Passo Falzarego
– Da Dobbiacco per SS 51 attraverso Cima Banche o Misurina
– Da San Candido per SS 52 attraverso il Passo di Monte Croce Comelico

• da est
– Da Tolmezzo per la SS 355 attraverso Cima Sappada
– Da Tolmezzo per SS 52 Pass Through Mauria
Da Maniago del Friuli per SS 251 attraverso la valle del Vajont

• da sud
– Da Venezia, Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto tramite l’autostrada A27 attraverso il Passo del Fadalto
– Da Vittorio Veneto per la vecchia strada SS51 attraverso il Passo del Fadalto
– Da Tovena per SS 635 attraverso il Passo San Boldo
– Da Montebelluna per SS 348 che risale la Valle del Piave
– Da Bassano del Grappa per la SS 141 attraverso il Monte Grappa Gruppo

• da ovest
– Dalla Valsugana Primolano posizione attraverso la strada statale 50 in via galleria o per la vecchia strada attraverso la “scala di Primolano”
– Da Predazzo per SS 50 attraverso il Passo Rolle, San Martino di Castrozza e Fiera di Primiero
– Da Predazzo per SS 346 attraverso il Passo di San Pellegrino
– Da Predazzo per SS 48, SS 641 deviazione attraverso il Passo della Fedaia
– Da Ponte Gardena, Ortisei per SS 242 attraverso il Passo Sella e al Passo Pordoi o Gardena e Campolongo

 in autobus -> Ci sono molti autobus che partono e arrivano dalle province limitrofe. In più ci sono linee invernali aggiunte per le stazioni sciistiche. In estate, le linee aggiuntive portano verso alle località balneari dell’Adriatico.