Tripudio di aglio e bontà con i bovoletti alla veneziana

Oggi vi propongo una ricetta che può piacere come no, perchè parleremo dei bovoletti. A me all’inizio non ispiravano molto, ma vi consiglio di provarle 🙂
Vi parlo  di questa ricetta perchè intanto questo è il periodo e in più non mancano mai alla festa del Redentore appena passata.
Sono delle lumachine che si trovano vicino al mare, tipicamente il mattino presto dopo la pioggia. Ovviamente le trovate nelle pescherie confezionate in retine di circa 1kg e sono perfette per 5-6 persone. Sono un pasto o un aperitivo molto nutriente se vi interessa anche la parte salutare.
Questa è una ricetta tipica veneziana perfetta per un aperitivo da condividere con il moroso (attenti all’aglio) o con gli amici tra un ombretta e l’altra.
Prima di cucinarle va sempre fatta l’azione di “spurgo”, mettetele in una ciotola chiuse con acqua e sale, chiuse ma con dell’aria che possa entrare. Questa procedura permette l’eliminazione di schiume e tipiche tossine. Fatele spurgare per 2-3 ore e dopo bisogna lavarle con acqua tiepida e aceto e lasciatele poi in acqua fredda.

Ora potete cucinarle come volete, ci sono varie ricette da più parti d’Italia ma quella che ovviamente io vi propongo è quella veneziana. Ovviamente con ombrette al seguito 😉

Ingredienti per 5-6 persone

– 1 kg di bovoeti;

– abbondante aglio tritato;

– abbondante prezzemolo tritato;

– Sale e pepe: q.b.;

– Olio extra-vergine di oliva.

 

Preparazione

Mettete la pentola sul fuoco; il fuoco deve essere bassissimo perché i bovoletti sentendo il calore escono dal guscio.Scappano diciamo. Quando sono usciti quasi tutti, aggiungere il sale e alzare il fuoco; togliete dunque la pentola e scolate i bovoeti.

Fateli raffreddare e conditeli con abbondante aglio tritato, prezzemolo tritato, sale, pepe e olio extra-vergine di oliva (e.v.o.); lasciateli nel condimento per 2-3 ore girando spesso.

Molto semplice no??

Ora prendete uno stuzzicadente, tiratelo fuori da la e assaporate un tripudio di aglio e bontà. Bevete un sorso di buon prosecco e siete entrati nell’estate veneta in pieno!

Ricette del sabato – lo spritz

Una volta mia mamma mi ha raccontato di essere andata in vacanza in un posto di mare ( non dico il nome), si è seduta al bar e ordinò uno spritz aperol. Il barista la guardò perplessa, non capendo cosa volesse ordinare e le chiese spiegazioni.
Mia mamma, che non è un alcolizzata, ma le piace il vino come ogni buon veneto, ci rimase un po’ male così decise di prendere la situazione in mano e di portare un po’ di veneto in quella terra.
Si alzò e andò dietro il bancone con il barista e si fece lo spritz, per lei e per il barista. Il barista fu affascinato dalla semplicità di quel cocktail e dalla sua bontà. Vedendo la scena, anche gli altri clienti chiesero curiosi di assaggiare quella strana cosa rossa. Alè il gioco era fatto! Peccato che al di fuori delle nostre zone venga visto come un cocktail e viene fatto pagare circa €8, a dispetto dei €2.5 che viene fatto pagare qui, sicchè mia madre a fine serata si trovò un bel conto salato.. ma questa è un altra storia.
Quando tornò a casa mi raccontò la storia ridendo, felice di aver donato un po’ di sè a persone che non conoscevano lo spritz, un abominio per lei .

Lo spritz quando nacque non era come lo conosciamo ora, ha avuto le sue evoluzioni. La sua nascita risale all’incirca durante la dominazione austriaca tra fine ‘700 e inizio ‘800. Gli austriaci trovavano i nostri vini un po’ troppo forti e per riuscire a berli li allungarono con l’acqua gassata, infatti il nome “Spritz” deriva da “spritzen” che significa spruzzare. Questa azione compiuta dagli austriaci, che può essere considerata come una bestemmia per qualcuno ha portato alla nascita del primo tipo di spritz che ora chiamiamo spritz bianco. Quello che conosciamo noi ora nacque negli anni ’20, quando si pensò di macchiare il cocktail con qualcosa di colorato. Ognuno poi ha creato le sue varianti, come di ogni altra cosa.
Andate a Padova e lo spritz classico è con l’aperol  e vino frizzante, a Treviso qui da noi si va col il prosecco, a Venezia invece si usa il vino bianco fermo, c’è chi usa il campari, il China Martini o il Cynar. Insomma un cocktail che può essere personalizzato in ogni suo elemento..
La ricetta veneziana recita:

  • 1/3 di vino bianco frizzante;
  • 1/3 di bitter;
  • 1/3 di acqua frizzante

La ricetta ufficiale IBA prevede:

  • 6 cl di prosecco;
  • 4 cl di Aperol;
  • Una spruzzata di soda/seltz

Qualsiasi tipo di spritz vogliate preparare, riempite di ghiaccio il bicchiere e versate prima il vino poi l’aperol ( o quello che ci mettete ed infine l‘acqua o la sua variante utilizzata nei bar, il seltz.

Il week end inizia oggi e se andate nelle nostre osterie vedrete tutti con in una mano uno spritz e nell’altra un cicchetto. E’ così che ci piace passare i momenti di relax.

Le ricette del sabato – Risotto al prosecco

Buon giorno a tutti, e buon inizio week end!

Come ho già detto il sabato mi ispira e ho deciso che da oggi ogni sabato ci sarà la ricetta del giorno, “Le ricette del sabato”.
Questo è per tutte quelle persone che solo il sabato e la domenica hanno tempo di pranzare a casa in santa pace. La vita frenetica di tutti porta a mangiare al volo senza neanche concedersi quel magico momento in cui assapori piano piano il tuo piatto.
Questa ricetta che vi propongo oggi unisce due delle cose che la nostra terra più ama: prosecco e risotto. Quindi ecco a voi il Risotto al Prosecco

Gli ingredienti sono questi :

320g di riso vialone nano
350g di prosecco Conegliano-Valdobbiadene DOC spumante
160g di scamorza
100g di porro
prezzemolo
1l di brodo vegetale di pollo
60g di burro
sale, pepe

Preparazione:

Pulisci il porro levando le foglie esterne più dure, poi risciacqualo bene e taglialo a rondelle. Asciugalo e fallo stufare in una pentola con 20g di burro, quindi insaporiscilo con sale e pepe di mulinello macinato al momento. Metti da parte al caldo. Fai tostare il riso in una casseruola, bagnalo con il vino Prosecco -che avrai in precedenza scaldato in un tegamino- e fai evaporare. Continua a mescolare con un cucchiaio di legno, unisci il porro e inizia ad aggiungere dei mestolini di brodo bollente mano a mano che la cottura lo richiede, senza smettere di mescolare. Insaporisci il riso con un po’ di sale e pora a fine cottura, sempre a fuoco dolce. Taglia la scamorza a dadini e aggiungila al riso facendola sciogliere. Manteca con 40g di burro e completa il risotto con una macinata di pepe fresco e una spolverata di prezzemolo tritato finemente. La scamorza può essere sostituita da un altro formaggio tenero e non stagionato (Asiago, Montasio, Piave o latteria).

Per questa ricetta vi consigliamo di accompagnarvi con un calice di Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene spumante, insomma quello che non usate per il risotto ve lo bevete.

Bene e con questa ricetta vi lascio al vostro week end, a rivederci amici lettori.