TRIPPER: UN NUOVO MODO DI VIVERE TREVISO

Avete ragione. Siamo stati molto assenti nel blog, praticamente invisibili negli ultimi mesi ma no, non è la pigrizia che ci ha “costretto”, bensì un nuovo progetto che ha richiesto l’aiuto di tutto lo staff. Ebbene sì, dopo mesi di lavoro siamo orgogliosi di presentarvi un nuovo modo di vivere Treviso perchè sì, Tripper non è uno strumento pensato solo per il viaggiatore stesso che è desideroso di scoprire cosa può offrire Treviso ma anche per gli stessi cittadini che avranno la possibilità di utilizzare Tripper anche nelle domeniche in cui si desidera fare una gita in famiglia e scoprire le bellezze nascoste di questa magnifica città. Ma, prima di tutto, partiamo dall’inizio: come è nata questa “strana” idea? Il merito è da ricercare nei membri del nostro staff che, guidati da Giulia (la nostra titolare), hanno capito che Treviso avesse altro da offrire oltre ai soliti luoghi d’interesse visitati velocemente dal turista. Tripper nasce dalla volontà di far conoscere Treviso in tutti i suoi aspetti, partendo dai suoi paesaggi naturali fino ad arrivare ai suoi piatti tipici. Ed il modo migliore per far si che questo avvenga è creare una piattaforma che diventi quasi un “amico”, il quale ti consiglia cosa fare e come poter sfruttare al massimo il tuo tempo a Treviso e ti accompagna passo dopo passo nella tua permanenza. Il nostro desiderio  è quello di poter creare nella gente una nuova voglia di vivere Treviso, un modo nuovo fatto non solamente dai classici aperitivi o piatti tipici, ma anche di scoperte uniche come i numerosi monumenti storici o le storie che si celano dietro le numerose statue sparse per la città. Insomma, Tripper non chiede niente di più al turista se non uscire e andare a scoprire cosa la nostra città ha da offrire. E ne siamo certi: la nostra assenza ne sarà valsa la pena.

 

Belluno

« Io dico che la mia terra è uno dei posti più belli non già dell’Italia ma dell’intero globo terracqueo… la mia patria si chiama Belluno. » Dino Buatizzi

Le maestose Dolomiti circondano Belluno che sorge quasi interamente su uno sperone di roccia. Nonostante la sua posizione, fu scelta dalle antiche popolazioni come rifugio perchè difficile da sormontare. I primi che si fermarono, trovarono in questa città la terra di mezzo tra il fiume Piave  e le Alpi.
Sicuramente, una delle popolazioni più importanti che abitarono Belluno fu quella dei Celti, che le diedero nome “Belo-donum“, collina splendente.

P.S. Possiamo ammirare la singolarità dei reperti CELTI/CELTICI  nel Museo Civico di Belluno.

Sono invece risalenti al Medioevo la Chiesa di Santa Maria dei Battuti dove oggi si trova l’Archivio di Stato, e le numerose fontane come quella dedicata a San Joatà in piazza Duomo e a San Lucano in piazza delle Erbe. Sempre risalenti all’epoca medievale sono la madonna vestita di giovanni Battista Alchini ed i due angeli in legno di Andrea Brustolon, scultore al quale è attribuito il merito per la Cattedrale Barocca caratterizzata dal campanile a cipolla.

Non soffermiamoci solo sul panorama artistico della città, ma anche quello storico, infatti nel X secolo, Belluno raggiunse la sua massima espansione annettendo a sé, Bassano e Jesolo.
Nel 1404 invece, si unì a Venezia della quale rimase alleata fino alla fine del dominio austriaco.  Nonostante il forte carattere indipendente di Belluno decise di aderire con il Veneto al Regno d’Italia nel 1866, ma i confini attuali furono (resi) tali solo con la Seconda Guerra, che concesse alla provincia la meta turistica di Cortina d’Ampezzo.

Un’altro fatto storico, che per sfortuna, ha segnato e segna la vita dei bellunesi, ma non solo, fu il disastro del Vayont nel 1963. Il Vayont appunto, una diga progettata dall’ingegnere Carlo Semenza, provocò disastri al territorio quasi devastanti e la morte di 1917 persone a causa di una violentissima frana che colpì il versante sinistro dell’impianto. L’avvenimento è documentato grazie al museo dedicato a Erto.

L’area settentrionale della città fa parte sia del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi dal 1988 (si tratta, tra l’altro, dell’unico capoluogo di provincia in Italia il cui territorio comunale sia in un Parco nazionale), sia del patrimonio dell’umanità delle Dolomiti dichiarato dall’UNESCO nel 2009.

Quindi Belluno è un centro dove arte, storia e cultura si incontrano per attirare a sè molti turisti.
Oltre ai grandi reperti storici, madre natura ha fatto la sua parte regalando catene montuose, fiumi, torrenti e cascate inimitabili.

Come raggiungerla?

 in treno -> Il treno arriva nella zona di Belluno attraverso due linee ferroviarie: Via Montebelluna o Via Vittorio Veneto, le principali stazioni della Provincia di Belluno sono FeltreBelluno e Calalzo di Cadore.

 in aereo -> L’aeroporto più vicino e comodo è a Treviso, seguono quelli di VeneziaBolzanoVerona e Trieste.  Belluno ha solo un piccolo aeroporto turistico

 in auto -> • da Nord
– Da Brunico per SS 244 attraverso il Campolongo e Passo Falzarego
– Da Dobbiacco per SS 51 attraverso Cima Banche o Misurina
– Da San Candido per SS 52 attraverso il Passo di Monte Croce Comelico

• da est
– Da Tolmezzo per la SS 355 attraverso Cima Sappada
– Da Tolmezzo per SS 52 Pass Through Mauria
Da Maniago del Friuli per SS 251 attraverso la valle del Vajont

• da sud
– Da Venezia, Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto tramite l’autostrada A27 attraverso il Passo del Fadalto
– Da Vittorio Veneto per la vecchia strada SS51 attraverso il Passo del Fadalto
– Da Tovena per SS 635 attraverso il Passo San Boldo
– Da Montebelluna per SS 348 che risale la Valle del Piave
– Da Bassano del Grappa per la SS 141 attraverso il Monte Grappa Gruppo

• da ovest
– Dalla Valsugana Primolano posizione attraverso la strada statale 50 in via galleria o per la vecchia strada attraverso la “scala di Primolano”
– Da Predazzo per SS 50 attraverso il Passo Rolle, San Martino di Castrozza e Fiera di Primiero
– Da Predazzo per SS 346 attraverso il Passo di San Pellegrino
– Da Predazzo per SS 48, SS 641 deviazione attraverso il Passo della Fedaia
– Da Ponte Gardena, Ortisei per SS 242 attraverso il Passo Sella e al Passo Pordoi o Gardena e Campolongo

 in autobus -> Ci sono molti autobus che partono e arrivano dalle province limitrofe. In più ci sono linee invernali aggiunte per le stazioni sciistiche. In estate, le linee aggiuntive portano verso alle località balneari dell’Adriatico.

 

 

 

 

 

Jesolo

Jesolo è un comune italiano sotto la provincia di Venezia. Questa cittadina è la tipica meta dei Veneti per passare un’estate in relax, grazie alle sue spiagge lunghe 12 km e ben attrezzate e ad i vari ristoranti ed hotel lungo mare. Oltre ad essere la meta di molte famiglie è la meta anche di tutti i ragazzi che abitano nelle vicinanze in quanto è il luogo più facile da raggiungere e più e attrezzato in termini di discoteche ed eventi serali.ù

Cosa possiamo visitare?? Che eventi si possono trovare?
Per chi volesse visitarla anche d’inverno, o d’estate non ha voglia di stare a fare la lucertola per 10 ore, ecco qui qualcosa da vedere:

  • mostra archeologica presso il comune
  • museo civico di storia naturale
  • Museo storico militare “Casa del Bersagliere”

Ci sono poi tutte le piazze in stile moderno, come Piazza Mazzini, Piazza Milano, Piazza Faro e molte altre.. comunque percorrendo l’intera via Bafile queste piazze si susseguono l’una all’altra, in modo tale da passare davanti a tutte senza perderne nemmeno una.

Jesolo è un luogo che si vive principalmente d’estate. Se non si ha voglia della solita giornata in spiaggia ci sono anche dei parchi divertimenti.

  • Il più conosciuto: AQUALANDIA ( che ospita lo scivolo più alto del mondo)
  • il SEA LIFE ACQUARIUM che è un acquario interattivo per passare una giornata all’insegna del sapere e del divertimento
  • NEW JESOLANDIA, un parco divertimenti
  • C’è poi il GOLF CLUB, la PISTA AZZURA , dove si corre con i gokart
  • e molti altri ancora

UN PO’ DI CURIOSITA’ E PIACEVOLI EVENTI

A Jesolo si svolge il “Festival internazionale delle Sculture di Sabbia”, vengono esposte delle opere di sabbia ce hanno dell’incredibile. Stupende! Questo si svolge tra i mesi di luglio e agosto.

Durante il periodo natalizio vengono esposte in Piazza Marconi, delle sculture di sabbia ispirate al Natale; l’incasso di questo evento viene donato ad associazioni impegnate ad aiutare le popolazioni meno fortunate del mondo.

Ad agosto la città ospita lo spettacolo acrobatico “Ari Extreme”: la manifestazione aerea delle Frecce Tricolori

IL TRASPORTO A JESOLO?

Durante il periodo estivo non c’è alcun problema, come detto prima Jesolo viene vissuta principalmente in questo periodo grazie alle strutture balneari e alle discoteche presenti nel territorio.
Passano lungo tutta via Bafile dei trenini per i turisti. Inoltre ci sono numerosi negozi che noleggiano biciclette, risciò, monopattini elettrici e molto altro, per permettere a famiglie (i risciò) o a singoli di potersi muovere più facilmente.

Tutta Jesolo è servita dall’ATVO e ci sono numerosi autobus che passano per tutto il giorno.

 

 

Raggiungere Jesolo è comunque semplice in quanto è collegata con tutta Italia e con tutta Europa essendo una delle principali attrazioni nel nord Italia. Per info sugli autobus www.jesolo.it/atvo-autobus.html

Per chi si muove in auto:

  • per chi proviene da Milano o dal Brennero: autostrada A4 e dopo la tangenziale di Mestre si esce in direzione Tessera/Jesolo
  • Per chi proviene dal passante di Mestre si esce a Noventa di Piave
  • Per chi proviene da Tavisio, Udine o Trieste : autostrada A4 e si esci e Noventa di Piave

Si può raggiungere anche con il treno raggiungendo o Mestre o San Donà che sono poi direttamente collegate tramite autobus a Jesolo.

 

 

Treviso nel cuore

Questa mattina, tra un check-in e l’altro ho ritrovato questo video che tempo fa avevamo pubblicato.

Fa venire i brividi e voglio condividerlo di nuovo con voi, senza alcuna premessa o spiegazione… Guardate e scoprite la nostra terra..

FAQ: Come arriviamo da voi?

Sono passati troppi giorni dall’ultimo articolo che ho pubblicato, vi chiedo scusa ma stavo preparando un video apposta per i nostri ospiti.
Molto spesso i nostri ospiti hanno difficoltà a raggiungerci. Purtroppo siamo un po’ nascosti e se non si è del posto (e anche per loro, in realtà) potrebbe essere un po’ complicato capire dove siamo.
Noi cerchiamo di spiegare nel migliore dei modi e i nostri ospiti fanno il giro delle stradine senza trovarci. Insomma per aiutare i nostri ospiti a capire dove siamo prima di arrivare qui.

Una volta arrivati in stazione dei treni bisogna prendere l’uscita per San Zeno (non per il centro ), seguendo direzione San Zeno si segue tutto il tunnel sotterraneo che alla fine si dirama in due parti, uno che segue dritta con una rampa e l’altra a destra che ha invece le scale. Seguite le scale..

 

Le ricette del sabato – Faraona in salsa peverada

Il sabato mi ispira. Quando arrivo in ufficio il sabato mattina mi viene proprio voglia di condividere qualcosa, di scrivere.. sono proprio ispirata, sarà perchè inizia il week end forse.
Comunque, oggi il tempo non è dei migliori, è la classica giornata trevigiana con nebbia e umidità: una gioia per chi ha intenzione di passare in divano l’intero pomeriggio. Poi, però, ho pensato di andare a mangiare dalla nonna, e ho iniziato ad immaginarmi cosa potrebbe farmi la cara dolce nonna a pranzo: ho già l’acquolina in bocca.
Le ho scritto un messaggio (la nonna è evoluta ormai) e le ho chiesto con cosa ha intenzione di deliziarmi,, la risposta: faraona in salsa peverada. La fine. Ora aspetto solo il pranzo.

Questo piatto è tipico della cucina veneta, tradizionalmente si serve ne l periodo natalizio, ma è presente durante l’inverno, con il freddo questo tipo di piatto è perfetto.
Per preparare questo piatto sarebbe ideale usare un animale de casada, come si suol dire, (significa allevato in casa, in cortile), la salsa invece, che pare risalga al Medioevo, ottima per condire carni rosse e usare quello che avanza per preparare un buon piatto di pasta o gnocchi con il sugo ( il giorno dopo è anche meglio, dice la nonna).

Così, ecco a voi la ricetta..

Dosi per 4 persone

  • 1 faraona giovane (1 kg circa), intera o a pezzi, ben pulita dalle interiora e già lavata
  • 20 g pancetta tritata
  • 1-2 spicchi d’aglio
  • Olio extravergine di oliva (3-4 cucchiai)
  • Qualche foglia di salvia e rosmarino
  • 1 bicchiere di vino bianco secco

Preparazione della carne:

Ponete in un tegame (da forno) la faraona con l’olio e l’aglio e aggiungete un trito di pancetta, salvia e rosmarino. Avviate la cottura a fuoco vivace e, una volta che la carne avrà preso colore, irroratela con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, infornate a 160° fino a completare la cottura.

….Nel frattempo potete preparare la salsa…

Per la salsa peverada

  • 400 g di fegatini di faraona e di pollo
  • 100 g di soppressa veneta
  • 3 filetti di acciuga prezzemolo
  • 1 limone grattugiato
  • 2 spicchi d’aglio tritato
  • 1 manciata di grana padano grattugiato
  • 1 manciata di pangrattato
  • 3 cucchiai Olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto o 1/2 limone

Preparazione della salsa:

Tritare tre filetti di acciuga sgocciolata, due fegatini di pollo, due fette doppie di soppressata, meglio se paesana, uno spicchio d’aglio precedentemente pulito, e una piccola scorzetta di limone, in un tritatutto, fare in modo che questo composto diventi omogeneo. Aggiungere un cucchiaino di prezzemolo triturato.

Salare a piacere il composto e peparlo abbondantemente con pepe in grani schiacciati al momento dell’utilizzo. Aggiungere al composto mezzo cucchiaio di pane grattugiato fresco. In un pentolino mettere tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e uno spicchio d’aglio pulito e pestato in precedenza. Far rosolare l’aglio a fuoco lento.

Togliere l’aglio dal pentolino appena inizia a rosolare e aggiungere il composto precedentemente preparato all’olio caldo, lasciare soffriggere qualche minuto e poi bagnarlo con il succo di mezzo limone e con qualche goccia di aceto. Lasciare cuocere ancora qualche minuto poi spegnere il fuoco.

..In fine.. 

Tagliate a pezzi la faraona, che nel frattempo cuoceva in forno, e servitela con la salsa calda. Se volete, potete servirla anche con una fetta di polenta gialla.

Vi auguriamo un piacevole week end di riposo e buon cibo, se volete, potete condividere con noi la vostra faraona(o le vostre ricette future) su Instagram, Facebook o Twitter con l’#palazzobrando!

Una spruzzata di Treviso

Con questo articolo voglia darvi, come dice proprio il titolo, “Una spruzzata di Treviso”. Non voglio soffermarmi troppo 1) perchè dovrei fare un articolo troppo lungo, 2) perchè dovete venire voi a visitarla, qui vi dico solo che tappe (storiche diciamo, non enogastronomiche che vi dirò più avanti) che potete fare.

Treviso è una cittadina veneta posta nella pianura dichiarata nel 2001 “città d’arte”. Possiamo definirla a “misura d’uomo”  per le sue dimensioni non troppo estese; nonostante questo, mantiene un fascino d’altri tempi  con i numerosi palazzi medioevali e rinascimentali, le decorazioni pittoriche e le lunghe passeggiate sulle mura circondate dai viali alberati che possono ancora far innamorare chiunque. Possiamo anche  definirla come “ Città d’acqua” in cui i molti corsi d’acqua creano scorci pittoreschi che fanno prendere la macchina fotografica per immortalare l’attimo.
La città offre molte opportunità sia nel centro che nei territori adiacenti in città come Asolo, Conegliano, Vittorio Veneto, Bassano del Grappa, Valdobbiadene e molte altre che vi illustrerò nei prossimi articoli.
Rimanendo invece nel centro i tipici luoghi d’incontro trevigiani sono le osterie, per la degustazione di vini locali e le trattorie per la degustazione dei prodotti tipici.

  • Le chiese: Il Duomo di Treviso, chiamato anche Cattedrale di San Pietro Apostolo, è la sede della diocesi locale ed il principale luogo di culto della città. Tra le diverse componenti,la cripta è l’unica parte rimasta intatta dell’antica cattedrale (forse risale al 1040).
    Il Tempio di San Francesco è uno dei gioielli architettonici di Treviso, eretta tra il 1230 ed il 1270. Curiosità del tempio è la tomba di Francesca Petrarca: figlia del grande poeta. Il tempio è ricco di opere d’arte come una figura di San Cristoforo (opera del duecento), Quattro Evangelisti di un allievo di Tomaso da Modena e l’Arca sepolcrale di Pietro Alighieri, figlio di Dante. La Chiesa di San Nicolò è l’edificio più grande che ci sia a Treviso e si trova sulla riva sinistra del fiume Sile. Nel chiostro si può ammirare l’affresco di Tomaso da Modena raffigurante i primi occhiali nella storia dell’arte. La Chiesa di Santa Maria Maggiore sorge sulla piazza omonima. Anche qui possiamo trovare opere di Tommaso da Modena.
  • Ponte Dante: Il ponte sorge nel punto dove il fiume Cagnan confluisce col Sile. Nel 1865, sesto centenario della nascita di Dante Alighieri, la città ha innalzato presso il ponte una stele che ricorda la presenza del Poeta a Treviso. Dante ha citato questo luogo in un verso della Divina Commedia indicandolo come punto “dove Sile e Cagnan s’accompagna” (paradiso, IX, 49).
  • Isola della Pescheria: È un Isola posta al centro del Cagnan Grande, creata all’epoca del governo austriaco. Luogo in cui avviene ancora oggi il mercato del pesce e il mercato settimanale.

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  • Fontana delle tette: una fontana singolare formata dalla celebre statua divenuta uno dei simboli della Marca “gioiosa et amorosa”. Ogni anno per festeggiare l’ingresso del nuovo podestà per tre giorni di seguito la fontana gettava da una poppa vin bianco e dall’altra il vin nero. La statua originale si trova ora nel museo Casa da Noal.

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  • Piazza dei Signori: E’ la piazza principale della città e si trova nel cuore del centro storico. La piazza conserva ancora l’aspetto del vecchio centro di governo comunale ed è il fulcro delle attività trevigiane.
  • Loggia dei cavalieri: probabilmente nel luogo dell’antico foro della Tarvisium si trova la Loggia dei Cavalieri, uno degli edifici più rappresentativi del centro storico di Treviso.Utilizzato una volta dall’aristocrazia trevigiana per i loro incontri, dagli anni ’60 venne utilizzato come luogo di mercatini, trasformandosi in luogo di ritrovo per tutti i cittadini.

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  • Le porte: Tra le porte di Treviso, Porta San Tommaso, è sicuramente la più maestosa ed è considerata la più bella porta del Nord Italia e si apre sulle mura di Treviso. È una poderosa struttura quadrata tutta decorata e sormontata da una cupola piatta con una statua di San Paolo in marmo. Considerata la “sorella minore” di Porta San Tommaso, è Porta Santi Quaranta, che si trova alla fine di Borgo Cavour. Fu fatta erigere nel 1517. L’insieme doveva dare l’idea di una fortezza, simbolo di un governo forte e sicuro.
  • Casa dei carraresi: nel trecento era noto come Osteria della Croce. Successivamente con i nobili padovani Da Carrara la casa fu adibita a posto di ristoro e ostello. Restaurato nel 1987 è stato destinato alla Fondazione Cassamarca, ad ospitare importanti convegni esposizioni e mostre internazionali.

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  • Musei: Il museo Diocesano di Arte Sacra si trova dietro il Duomo. Sono esposti, arredi sacri e oggetti liturgici. Da vedere la secentesca statua in argento di San Liberale (patrono di Treviso). Il museo di Santa Caterina si trova nella nuova sede dei Musei Civici di Treviso, ai piani inferiori c’è una sezione archeologica di collezione permanente mentre al piano superiore la galleria d’arte moderna temporanea dove quest’anno è esposta la mostra “storie dell’Impressionismo.

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Vi aspettiamo a Treviso 😉